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"Marionnettes" journal entièrement dédié au merveilleux monde des marionnettes.
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"Marionnettes" Giornale d'informazione sul Teatro di Figura, in francese ed in italiano.
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Burattino, Marionette, Marionnette, Puppet, Poppenspel, Puppenspiel, Marionetty; lutka, Louka, In-Hyeong, Kukla, Kukli, Lalek, Titere, Bàb, KKoktu-Geuk, Masrah el araiss, Nukke, Kathputli, Buba, Aroosak, Bonecos, Aknar, lutaka, pupi, pupo.
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"Directeur de lui même" ALBERT BAGNO - MEMBRE UNIMA
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17 gennaio 2010
"Charlie" pupazzo per fede!
FEDE NELLE MARIONETTE
Quale che giorno fa a Milano nei
pressi del Pala Sharp è stato presentato davanti ad un folto pubblico lo
spettacolo “La vera storia di Charlie detto Scalogna”. La sorpresa è che lo
spettacolo non avesse luogo in una sala normalmente adibita a questo uso, ma in
una chiesa, ovvero quella dei cosi detti “Mormoni” e il burattinaio era un
artigiano componente di quella chiesa. La compagnia Missionari Muppet Show” è
formata da Fausto Piredda e cinque dei suoi giovani amici hanno scelto di
esprimere la loro fede attraverso i burattini, o meglio dei muppet di tipo
Hensoniano. Con una decina di pupazzi lo spettacolo è allegro e non privo di uno
squisito umorismo. Essi agiscono in una baracca decisamente troppo piccola per
contenerli tutti, sia da un punto di vista volumetrica che di energia; e di
energia ne hanno tanta! Il ritmo dello spettacolo e elevato e la loro gioia di
fare trasuda da ogni dettaglio.
Milanese d’origine sarda, Fausto
Piredda lavora nella periferia ovest di Milano e nel suo tempo libero fa il burattinaio;
è attraverso i suoi burattini che Fausto a deciso di esprimere la sua fede, la
sua gioia.
Fin da piccolo ha sempre amato i
burattini che ha conosciuto attraverso la televisione ed il suo programma
preferito "Sesame street" e il famoso "Muppet
Show" dell’americano Jim Henson.
I pupazzi di Fausto sono fatti da
sua sorella in modo casereccio usando materiale di scarto (cucchiai di plastica
per gli occhi, palline da ping pong per i nasi ecc). All’inizio i pupazzi sono
stati letteralmente ricostruiti partendo dai ricordi della sua memoria. In
effetti i suoi primi pupazzi sono realizzati sul modello Muppet e per le
idee su come costruirli sono stati trovati su internet.
Di seguito sono arrivati
personaggi nuovi, come: Charlie, Mr Si, Anz Flop e Anz Flip le sorelle
Missionarie coriste ecc.
La storia a fondo morale (ma non
troppo) prende gentilmente in giro proprio in vizzi e virtù della Chiesa, e c’è
ne per tutti. Essa è elegante e dura una cinquantina di minuti, che trascorrono
velocemente, come quando le cose sono buone, non si accorge del tempo che
passa. Alcune gag e scherzi sono decisamente deliziosi e arrivano al momento
giusto.
Fausto non immagina che è già un
burattinaio e ancora meno un burattinaio amatore, non sa ne meno se queste recita
avranno un seguito, ma e sereno e forse già con qualche nuova idea in testa…
LA
FOI DANS LES MARIONNETTE
En ce début de janvier 2010,
à la périphérie ouest de Milan, dans une église, mais pas catholique romaine,
mais de ceux qu’on appelle les “mormons”, un jeune marionnettiste présente sont
premier spectacle, il s’agit de Fausto Piredda milanais d’origine sarde. Il
vient de fonder avec cinq de ses amis la compagnie « Missionary Puppet
Show ». Son spectacle est joyeux, rondement mené, les six dans un castelet
beaucoup trop petit pour eux s’amusent autant qu’ils amusent. Le spectacle a
pour titre « La vraie histoire de Charlie dit le paumé » il est
réalisé avec des marionnettes du type de celle que l’américain Jim Henson a
réalisé pour le « Muppet show » et pour le « Sésame
street », qui sont entre autre les deux programmes préférés de Fausto
quand il était petit garçon. C’est de mémoire qu’il a fait construire les
personnages qui sont bien Hensonnien, mais progressivement arrivent les
personnage qui sont de la farines de Fausto.
Le
spectacle file rapidement et on ne s’aperçoit pas des cinquante minutes qui
passent. Les gags fonctionnent bien et ils font rires le public, l’aspect moral
du spectacle n’est pas trop fort et l’humour aide. Fausto fait des marionnette
pour exprimer sa foi et il n’imagine pas qu’il est déjà un marionnettiste, même
si ce n’est qu’un marionnettiste amateur ; il ne sait même pas si ce
spectacle aura d’autre présentations devant un public, mais il est serein et
peut-être qu’il a déjà une idée dans la tête…
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17 gennaio 2010
Habanera immagina "Don Chioscotte e la Luna"
DON CHISCIOTTE E LA LUNA
NUOVA PRODUZIONE DI HABANERA
L’ultima domenica dell’anno
2009 la compagnia marionettisti Habanera presso il teatro Castagneto Carducci di
Roma ha presentato la sua nuova produzione, dal titolo "Don Chisciotte e
la Luna", ispirata all'opera di Cervantes.
La compagnia Habanera immagina
che: don Chisciotte non ha più niente da fare; sulla Terra tutti i torti sono
stati riparati, le offese lavate e tutte le donzelle sono state salvate.
L'ultimo cavaliere errante ormai sfaccendato e il suo scudiero e amico Sancio
Panza vagano senza meta finché non incontrano un oste che li mette sulla giusta
strada per raggiungere la Luna, dove potranno riprendere le loro mirabili
imprese.
Per arrivare sulla Luna avranno
bisogno di una cavalcatura magica: Clavilegno, che si materializza con una
filastrocca e che i due devono ricostruire da chi incontrano strada facendo, di
bocca in bocca, di conoscenza in conoscenza, per far apparire dal nulla il
mitico cavallo, con il quale intraprenderanno il fantastico viaggio...
Si deve a Patrizia Ascione la
realizzazione in gommapiuma delle Marionette a bacchetta, burattini e figure
varie che compongono il "cast" di questa storia alla Cervantes.
Patrizia Ascione e Stefano
Cavallini festeggiano quest’anno il decimo anno della compagnia Habanera.
Durante questo periodo hanno proposto ben nove produzioni, ancora tutte in
repertorio; per ognuno di loro hanno realizzato più di un'ottantina tra marionette,
burattini e pupazzi.
A suggello di questo decennio
di attività, Habanera Teatro dal 2010 sarà la compagnia di riferimento per il
Teatro di Figura, con una vera e propria residenza, presso la Città del Teatro
- Fondazione Sipario Toscana di Cascina, dove è stato allestito e prodotto (in
collaborazione con la Fondazione Teseco per l'Arte) questo don Chisciotte e
dove la compagnia potrà mettere a punto le sue produzioni nei prossimi anni.
Per informazioni: www.habanera.it
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17 gennaio 2010
VITA DI FAMIGLIA: I FERRARI DI PARMA
I FERRARI DI PARMA
Definito dal giornalista Antonio Mascolo di Repubblica “L’ultimo
cavaliere della Tavola rotonda della cultura popolare” il professore Remo Melloni, direttore scientifico
del Castello dei Burattini – Museo Giordano Ferrari, continua il suo prezioso lavoro
di documentazione sul mondo dei burattini ed in particolare sulla famiglia
Ferrari.
I Ferrari di Parma sono
burattinai da quattro generazione. Il primo dei Ferrari è stato Italo che ebbe
una carriera assolutamente prestigiosa, suo figlio Giordano ha continuato a
livello nazionale ma anche internazionale, poi i figli Luciano e Italo detto
Gimmi e ora Giordano e Daniela Ferrari. I Ferrari sono dunque come una
dinastia, ma sono soprattutto un pezzo dell’arte burattinesca e più
semplicemente dell’Italia.
Il nuovo libro di Remo Melloni
realizzato assieme a Paolo Parmigiani presenta la vita, le gioie e le realtà
vissute dalle prime due/tre generazioni di questa famiglia che ha attraversato
tutto il 20° secolo. Oltre ad essere di piacevole lettura, il libro presenta
numerosi documenti fotografici totalmente sconosciuti; l’insieme permette di
contestualizzare una famiglia nel suo tempo e nelle realtà sia sociali che
politiche. Ecco dunque un bel libro che testimonia, ancora una volta e se c’è
forse necessario, la dimostrazione dell’importanza del burattinaio nella sua
società e nel suo tempo.
“I Ferrari di Parma – Storia di
una famiglia di burattinai” Remo Melloni e Paolo Parmiggiani
editore: Monte Università Parma. 2009.
213 pagine.
www.mupeditore.it/.../ferrari_parma.aspx
LES FERRARI DE PARME
Dans la famille Ferrari on
est marionnettiste à gaine depuis quatre générations. De Italo à Giordano n°2
chaque Ferrari a marqué a sa manière sont temps et a été marqué par son temps.
Dans un très beau livre,
très complet et très richement illustré de documents photographiques inédits,
le très célèbre professeur Remo Melloni, directeur scientifique du Château des
marionnettes – Musée Giordano Ferrari de Parme, avec la collaboration de Paolo
Parmiggiani, présente la vie des trois premières générations de cette famille. Ce
livre est un travail de très longue allène qui permet de bien situer le
marionnette dans soin temps et dans sa société. Un livre qu’il faut avoir lu et
à avoir présent quand on veut comprendre ce qu’à voulu dire être
marionnettistes en Italie pendant le 20ème siècle.
“I Ferrari di Parma – Storia di una famiglia di burattinai” Remo
Melloni e Paolo Parmiggiani
editore: Monte Università Parma. 2009. 213 pagine.
www.mupeditore.it/.../ferrari_parma.aspx
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12 gennaio 2010
TRA GRANO E BURATTINI, UN MUSEO ORIGINALE A CIGOLE (BS)
DIETRO LA PAGLIA IL BURATTINO PER I BURATTINAI IN ERBA
A Cigole un piccolo borgo
della bassa bresciana è stata inaugurato il 28 Novembre 2009,
il Museo per la valorizzazione della cultura rurale e del gioco storico
allestito a Palazzo Cigola Martinoni.
In piena zona
rurale viene dedicato non solo un museo ma un aera per la valorizzazione delle
culture antiche sia da un punto di vista agricola che ludica. Anche se non
sarebbe stato difficile accumulare materiali del tempo, in questo museo i pezzi
esposti non sono numerosi perché i promotori hanno fatto la scelta di una moderna
esposizione multimediale.
La Fondazione
Pianura Bresciana è la promotrice di questa geniale iniziativa che vuole
coniugare la messa in valore di patrimoni cosi diversi e cosi legati fra loro.
Da una parte le culture tradizionali e dunque la costruzione di percorsi di
salvaguardia di tipologie agrarie minacciate d’estinzioni e dunque della
creazione di centri di colture e di smercio attraverso la realizzazione di
percorsi enogastronomici, nonché la conservazione e la creazione di posti di
lavoro (il che in questi tempi è una favolosa scommessa). Dall’altra la
riproposizione di giochi che univano e che lo possono ancora egregiamente fare.
La sede di
questa interessante iniziativa è l’antico e bellissimo Palazzo Cigola Martinoni interamente restaurato (da
se vale la visita), che viene proposto come “Centro espositivo aperto”, dove
all'esterno c’è il “Giardino storico” che è allo stesso tempo, il Giardino dei
giochi e dei frutti dimenticati. Nelle sale vengono narrati in un viaggio
legato ai 5 sensi il “Territorio - Agricoltura - Cibo” intesi come studio e
presentazione della geologia, dell'ambiente, della cultura materiale, dei
prodotti della terra, delle tradizioni, della storia, del lavoro dell'uomo e
degli itinerari correlati in rete. La seconda tematica approfondisce
“L’Artigianato” presentando i principali temi riguardanti le conoscenze e
l'artigianato del territorio. Il terzo tema affronta la tematica dei “Giochi
Storici” sviluppato nel contesto etnografico, storico, ludico, didattico e di
lettura interculturale del territorio.
Il
centro Rais creato appositamente per gestire il luogo e le iniziative ha molti
progetti tra i quali quello denominato "imparare con i burattini" rivolto agli alunni delle scuole. Esso è strutturato per promuovere e
contribuire all'apprendimento del linguaggio artistico in maniera naturale ed
intuitiva, incoraggiando la creatività e lo sviluppo delle capacità, manuali
dell’alunno, nonché l'espressività del corpo e della voce. Il progetto
educativo prevede la realizzazione di laboratori didattici per i giovani
studenti, con il supporto del burattinaio (in aula, oppure con l’utilizzo di un
video-corso) e degli insegnanti; si svilupperà in diversi momenti: introduzione
all’arte del burattinaio, creazione dei burattini, produzione delle
scenografie, stesura dello spettacolo, recita in pubblico affinché tutti i
giovani studenti possano collaborare, in base alle proprie predisposizioni e ad
i propri interessi, alla creazione di uno spettacolo completo. Alla fine del progetto
le classi potranno partecipare a un concorso denominato “RAMPINI JUNIOR”,
durante il quale si esibiranno dando la giusta visibilità all’impegno degli
studenti e della scuola ed una giuria premierà le migliori produzioni.
Il teatro dei
burattini (che da quelle parti si identifica a Gioppino) fa parte della cultura
popolare ed ha avuto una diffusione assai ampia, in quasi tutte le aree di
Pianura e nelle città. Per molti anni i burattinai hanno fatto divertire intere
comunità, aggregando diverse generazioni, dai bambini ai nonni, proponendo,
nelle piazze, nelle stalle e nei cortili i più variegati spettacoli. Negli anni
hanno sviluppato sempre più la loro tecnica narrativa e comunicativa e ancora
oggi i burattini hanno una loro validità soprattutto applicabile in campo
educativo e pedagogico.
http://www.raiscultura.it
DU GRAIN ET DES MARIONNETTES
Durant le mois de novembre
2009 a ouvert ses portes le musée de la sauvegarde du patrimoine agricole et
culturel de la pleine Bresciane. Le musée se trouve dans l’ex palais Cigola –
Martinoni , récemment entièrement restauré (palais à voir pour lui-même). Ce
palais – musée est dans le petit village de Cigole au sud de la province de
Brescia. Ce musée ultra moderne et multi médiale propose aussi bien l’histoire de l’agriculture
locale et une série de plats typiques que des parcours pédagogique où la
marionnette à parfaitement sa place.
Les marionnettes ont depuis
très longtemps leur place dans le cadre de la culture populaire de la
Lombardie. Le personnage local a pour nom Gioppino, mais ce qui est original
dans le cadre du musée c’est les marionnettes sont proposées comme instrument
pédagogique réservé aux élèves des classes. Le musée est aussi le promoteur
d’un concours réservé aux classes qui ont participé à cette initiative unique
en sont genre en Italie.
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12 gennaio 2010
E' gia tempo di Charleville o quasi!
CHARLEVILLE
C’EST POUR 2011
On en parle
depuis longtemps le festival mondial des théâtres de marionnette de
Charleville-Mézières devient biennal. Ce qui veut dire que la prochaine édition
aura lieu du 16 au 25 septembre 2011. La 16ème édition sera aussi
l’année du 50ème anniversaire du festival, mais en réalité de la 1ère
présence de la marionnette sous forme de rencontre dans la capitale des
Ardennes.
Les succès
culturels incontestables des précédentes éditions du festival et les
prodigieuses retombées économiques sur tout le département ont motivé les
quatre grands argentiers à délier leur bourses tous les deux ans et non plus
tout les trois ans. Le festival de Charleville est évènement de l’art de la
marionnette, c’est la vitrine devant la quelle ou dans la quelle il faut passer
si on aime la petite poupée dans tout ses états. Outre la programmations de
compagnies plus ou moins connue Charleville est aussi la fenêtre ouverte vers
des cultures moins connue en Europe, et l’édition 2011 devrait être celle de
l’Inde et de l’Afrique Noir.
L’incroyable
c’est Charleville est vraiment le lieu de rencontre des fous de la
marionnette : Qu’ils soient professionnels ou amateurs, pédagogues ou
éducateurs, journalistes, penseurs, ou simples passionnés c’est là que tous
trouvent ce dont ils ont besoin de ce secteur en pleine expansion. La qualité
des divers événements présenté en 2009 en est plus que la preuve.
L’étude de la
Chambre de Commerce de Charleville est claire : pour un coût de 1,5
million d’euros les retombées économiques sont de près de 3,2 millions, mais
les retombées culturelles sont beaucoup plus grandes. Charleville est depuis
longtemps le baromètre mondiale de la marionnette. Qu’on le veuille ou non,
chaque édition a marqué le monde de la marionnette et a été le catalyseur des années
qui sont entre un festival et l’autre. Non seulement les plus grands et les
plus petits sont passés par Charleville, mais la marionnette a changé après
chaque édition et Cela n’a pas de prix !
Alors préparé
vos valises et vos marionnettes!
http://www.festival-marionnette.com
CHARLEVILLE 2011 !
Da anni se ne parlava ora è
ufficiale, la prossima edizione del Festival Mondiale del Teatro delle Marionette
di Charleville-Mézières avrà luogo nel 2011 e cosi passerà da triennale a
biennale.
Ciò vuole dire che la prossima
edizione avrà luogo dal 16 al 25 settembre 2011 e sarà la 16° edizione
ma anche l’anno del 50° anniversario del festival. In realtà si celebrerà, la
prima volta che la marionetta fu presente sotto forma d’incontro nella capitale
delle Ardennes. Sembra che i due invitati d’eccezione saranno gli artisti
dell’India e dell’Africa Nera.
Per chi ha un minimo o un massimo
d’interesse per il teatro di figura Charleville è veramente il luogo d’incontro
nel quale bisogna andare. Che siate professionisti o amatori, pedagogisti o educatori,
giornalisti, studiosi o semplice appassionato è lì che tutto si trova se ha una
connessione con questo settore. La qualità dei diversi eventi presentati nell’ultima
edizione del 2009 ne è una prova !
La biennalisazzione è dovuta ad una
riflessione iniziata anni fa, ma che è stata corroborata da uno studio
economico fatto dalla locale Camera di Commercio : per un costo di 1,5 milione
d’euro le ricadute economiche toccano i 3,2 milioni, ma le ricadute culturali
sono molto più grande e forse non del tutto calcolabile. Charleville è da molto
tempo il barometro mondiale della marionetta. Che lo si vuole o non, ogni edizione
ha segnato in modo profondo il mondo del teatro di figura ed tra un festival e
l’altro Charleville è stato uno dei grandi motori di riflessioni. Che siano le
più grandi o le più piccole compagnie è stato importante per non dire vitale passare
da Charleville. Dopo ogni edizione la marionetta ha cambiato e sono cambiati
gli attori del settore e ciò non ha prezzo ! http://www.festival-marionnette.com/
Charleville 2011
| inviato da Marionnettes il 12/1/2010 alle 12:3 | |
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11 gennaio 2010
Paola Bassani racconta il suo "Mangiafuoco"
IL DOLCE FUOCO DEL
MANGIAFUOCO
Tra le compagnie che oggi si può
legittimamente chiamare storiche troviamo quella del “Mangiafuoco di Milano.
Nata negli anni settanta-ottanta è stata una di quelle compagnie che non ha
avuto paura di sperimentare e di puntualmente rimettersi in gioco. “Figlia” del
grande burattinaio emiliano Otello Sarzi, essa non ha mai voluto essere
semplicemente un compagnia di burattini come all’epoca ne pullulavano, ma come
un centro di creazione artistica, dove l’attenzione al giovane pubblico era una
costante primordiale. Dunque non un teatro tanto per fare, ma una serie di
professionalità che hanno ben chiaro perché è un diritto dovere di fare teatro
per l’infanzia.
Spesso lasciati per conto da
politici e “professionisti” del settore, la compagnia Mangiafuoco si è spesso
distinta non solo per la ricerca dei materiali, ma per i testi offerti
all’infanzia.
Oggi grazie alla memoria e le
parole di Paola Bassani e Francesco Caggio, il Mangiafuoco racconta i suoi
trenta anni d’attività in un libro “Intrecci di storie, trame personaggi – Fare
teatro per i bambini. Pubblicato dalla Titivillus nel 2009. Paola Bassani è assieme
a Rosellina Leone le due anime, per non dire i due fuochi di questa compagnia,
che hanno percorso una via molto interessante tra gioco pedagogico e teatrale.

LE
DOUX FEU DU « MANGIAFUOCO »
La compagnie Mangiafuco de Milan, est l’une des
compagnies que l’on peut à juste titre définir historique. Née à la fin des
années 70 elle a produit un théâtre de marionnette très original. Dès ses début
la compagnie a été très attentive à ce que ses productions aient des finalités
pédagogiques évidentes. Aujourd’hui Paola Bassani une des grandes figures de
cette compagnie publie avec le pédagogue Francesco Caggio « Croisements
d’histoires et de personnages » un livre qui n’est pas seulement sur les
trente ans d’activités de cette compagnies, ma une réflexion sur le théâtre
pour l’enfance. Paola a le feu du théâtre et le respect de l’enfant, d’où un
théâtre pour les tous petits et un théâtre comme un jeu intelligent. www.titivillus.it
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11 gennaio 2010
CARTA ANIMATA SU CHARTA
CARTA ANIMATA SU CHARTA
Per chi
ama la carta sotto tutte le sue forme la rivista Charta è una delle più
prestigiose d’Europa. Specialista del
settore antiquariato essa è pubblicata da Nova Charta, una casa di edizioni è
nata a Verona nel 1999 per prendere il testimone dell’esperienza editoriale di
Charta, la rivista che da quindici anni è in Italia un punto di riferimento per
i bibliofili e i librai antiquari, insomma per quelli che amano i libri e tutto
ciò che di nobile è stato prodotto con il più familiare, ubiquo e versatile dei
materiali: la carta, appunto.
Sul
numero n. 107 di Charta di gennaio – febbraio 2010, c’è un articolo di quattro
pagine dedicato alla creatività con la carta da parte di Albert Bagno.
L’articolo
che narra della attività creatrice teatrale con la carta da parte del
burattinaio – ricercatore francese è curato da Francesco Ragazzini e fa seguito
ad un articolo pubblicato nel 1993 sempre sulla stessa rivista e redatto dallo
stesso giornalista. In più di dieci anni è stato percorso una lunga strada dove
il unto di vista dell’uso della carta è rimasto uguale ma sono cambiate le
modalità di un teatro sempre più effimero, anche se formalmente più costruito.
Le forma di carta sono sempre più elegante, ma in parallelo i testi si sono
fatti più complessi e i temi molto più forti.

LE PAPIER ANIME DANS LES PETITS PAPIERS DE CHARTA
La prestigieuse revue italienne "Charta" spécialiste de tout ce qui est en papier, dédie 4 pages à l'original parcours artistique d'Albert Bagno, marionnettiste français résident en Italie qui depuis plus de trente ans utilise le papier comme instrument de créations artistique. Charta n°107 - janvier-février 2010.
http://www.novacharta.it/
albert bagno
charta
n°107
| inviato da Marionnettes il 11/1/2010 alle 16:44 | |
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11 gennaio 2010
DANIELE CORTESI DA' L'ANIMA!
"DARE
L'ANIMA"

(Novità editoriale)
“Baracca
e Burattini” è allo stesso tempo una mostra, un film, uno spettacolo itineranti
ed un ritratto del burattinaio Daniele Cortesi burattinaio bergamasco che è forse l’ultimo o
quasi, eredi della grande tradizione dei burattinai bergamaschi. Allievo del
grande “Principe dei Burattinai” Benedetto Ravasio, Daniele Cortesi cura ogni
particolare della sua presenza teatrale.
Nel mese di
ottobre 2009 la pluri decennale attività
professionale è stato l’oggetto di una mostra itinerante intitolata : “Baracca
e Burattini”. Per
l’occasione è stato
pubblicato da un libro-catalogo curato da Emanuele Rozzoni, con una nota storica
di Francesco Chiari, interviste a Daniele Cortesi, Danilo Pedruzzi e Paolo
Jamoletti. In allegato al libro il DVD del documentario Fuori e dentro la
baracca.
Il libro è molto di più di un semplice catalogo è la testimonianza viva di un
successo lungo 142 pagine ricamante illustrato con fotografie in bianco e nero
ed a colori presenta i vari aspetti della carriera di questo artista è
ottenibile presso l’associazione “Nuvole in Viaggio” al numero telefonico 339
1988053 o presso l’indirizzo: associazionenuvole@yahoo.it
Un livre racconte l'activité du marionnettiste bergamasque Daniele Cortesi. Elève du grand Benedetto Ravasio Daniele Cortesi donne vie à Gioppino une marionnette à gaine qui a marqué la culture de tout le centre nord de l'Italie. Le livre de 142 pages et pleines de très belles photographie en blanc et noir , mais aussi en couleur. On le trouve chez l'association "Nuvole in viaggio" au numéro 00 39 339 1988053 ou en envoyant un courriel à l'adresse: associazionenuvole@yahoo.it
http://www.baraccaeburattini.it/catalogo.html
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8 gennaio 2010
Il Parkour di carta versione Singaporiana
Un “parkour”
di carta
Nelle
cosi dette Banlieue della Francia non è raro vedere dei ragazzi che saltano di
qui e di là nel triste arredo urbano. La città è diventata una gigantesca
palestra e i giovani dei grilli che saltano in su ed in giù come meravigliosi
yoyo. Questo saltare e scalare ha per nome “parkour” ossia “Percorso” ed è
diventato una vera e propria disciplina sportiva, un arte, o meglio per alcuni
come una filosofia per non dire un arte di vivere.
Assieme a
Noel Lee, Serene The, una giovane artista di Singapore ha realizzato in carta un
originalissimo Parkour che sta spopolando sulla rete. 46 secondi di prodezza dell’animazione
contemporanea. “Papercraft Parkour - Parkour Motion” è cosi moderno che entra
di diritto come figlio lontano dei fogli animati che ora sono parte della
storia del cinema ed in particolare in quello del cinema d’animazione. In
questi giorni il giornale Repubblica-web ripropone il video di questa geniale
artista, e davvero si vedono le prodezze
di un saltatore di città. Andate a vederlo è veramente bello.
http://tv.repubblica.it/copertina/un-parkour-di-carta/40978?video
Serene The
Parkour
carta
video
net.
| inviato da Marionnettes il 8/1/2010 alle 12:13 |
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7 gennaio 2010
L'incroyable calme du marionnettiste irakien
MARIONNETTISTE
EN TEMPS DE GUERRE
TEMOIGNAGE:
EN IRAK
Ils sont
arrivés de loin et ils sont même étonnés d’être là. Ils sont là tranquilles
dans le hall de l’Hôtel Kheops à Nabeul en Tunisie, ils sont huit et ils
représentent une petite partie de la Compagnie du Théâtre National pour Enfants
qui a sont siège à Bagdad.
Dans le cadre
du Festival International du Théâtre des Enfants ils présentent le spectacle
qui a pour titre « Les perles perdues ». Ils sont là, mais on sent
bien qu’ils sont ailleurs. Ils sont à plusieurs milliers de kilomètres.
Le fils du
metteur en scène est un acteur et il raconte calmement ce que veut dire faire
du théâtre et de la marionnette dans un pays en guerre. Le travail de la
compagnie est principalement celui d’acteur, danseur et création d’expression
corporelle. La compagnie
est très active, et se déplace beaucoup aussi bien dans le pays qu’à l’étranger.
Ce qui pourrait surprendre c’est le choix des textes qu’elle propose,
principalement des œuvres classiques comme par exemple celles de Sartre ou de Shakespeare. Elle trouve que la marionnette est l’idéale
pour arriver au cœur des enfants et que l’œuvre de Shakespeare est profondément
contemporaine, adapter cet auteur c’est aussi agir contre la guerre, c’est un
défi culturel et morale. Dans les yeux du jeune homme il y a une sorte de fierté
quand il dit : « La marionnette est toujours bien reçu par les
enfants ». On ce demande vraiment comment ils peuvent arriver à faire du
théâtre dans des conditions pareilles et toujours dans un calme irréel le jeune
homme raconte que : « pendant les répétitions, les acteurs - manipulateurs
sont très attentif à l’image et à la poétique de la marionnette ».
Il est calme,
mais dans sa bouche les mots sont comme des balles : « Nous faisons
du théâtre pour montrer au monde que nous sommes capable de souffrir ».
Que voulez-vous et demander dire après des mots comme ceux là ?. Mais lui
toujours aussi calme il précise « seulement dans notre secteur de la
compagnie nous étions huit et aujourd’hui nous sommes plus que trois ; et
indique, comme si cela était nécessaire : Vivants ! ».
Il est
clair que pour ces artistes, la marionnette est un instrument de combat, et qu’ils
se sentent des combattants à tout les effets.
(Albert Bagno).
MARIONETTISTA IN TEMPO DI GUERRA
TESTIMONIENZA DALL’IKAQ
Otto burattinai sono arrivati dall’Iraq per partecipare al festival
internazionale del teatro per l’infanzia che ha luogo a Nabeul in Tunisia. Essi
sono una piccola delegazione del prestigioso Teatro Nazionale del teatro per l’infanzia
che ha la sua sede a Bagdad. Il figlio del regista est attore nella compagnia e
con una calma disarmante presenta ciò che vuole dire fare il burattinaio
durante una guerra, equi distante dalle varie parti belligeranti, lui racconta
ciò che vuole dire fare il burattinaio. Malgrado
tutte le difficoltà la compagnia è molto attiva, si sposta molto sia nel paese
che all’estero. Ciò che potrebbe sorprendere è che la sua scelta dei testi si
rifanno principalmente alle repertorio classico come per esempio di Sartre o di
Shakespeare. Il principale lavoro della compagnia è quello dell’attore, del
ballerino e quella della creazione corporale, ma essa trova che il teatro di
figura è ideale per arrivare al cuore dei bambini e che l’opera di Shakespeare è profondamente
contemporanea; adattare questo autore è anche un modo per agire contro la
guerra, di fatto è una sfida culturale e morale. Negli occhi di questo giovane
artista c’è una sorte di fierezza nel dire: “La marionetta è sempre bene accolta
dai bambini”. Ci si chiede come gli attori ed i tecnici possono arrivare a fare
del teatro in condizioni simili e sempre con una calma irreale esso racconta
che : “durante le prove, gli attori - manipolatori sono molto attenti all’immagine
ed alla poetica della marionetta”.
Il giovane artista è sempre calmo, ma nella sua bocca le parole sono
come palatole : « Facciamo del teatro per indicar al mondo che siamo
capaci di soffrire ». Sempre con la stessa calma, ma non designazione, precisa « solo
nel nostro settore della compagnia eravamo otto e oggi siamo in tre, e indica,
come se forse necessario : Vivante ! ».
Che volete chiedere dopo delle
parole che hanno una simile forza ?
(Albert Bagno).
 La compagnie du Théâtre National des Enfants de l'Irak à l'aéroport de Tunis. (Photo: Albert Bagno)
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