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  Marionnettes [ Il Blog di Albert Bagno, dei suoi burattini e delle sue ricerche ]
         

"Marionnettes" per il notiziario andare a www.nautilaus/marionnettes.com Si vous voulez lire "Marionnettes" allez à l'adresse indiquée. o - o - o A partir du 1.11.2010 ce blog présente seulement les activités d'ALBERT BAGNO - MEMBRE UNIMA


22 luglio 2010

ATTRIBUITO IL PRESTIGIOSO "GIANDUJA DI PEZZA" 2010

GIANDUJA DI PEZZA 2010

 

Qualche tempo fa si è concluso il XVI Festival Internazionale del Teatro di Figura Immagini dell’Interno e  l’VIII Vetrina del Teatro di Figura Piemonte promossi dall’Associazione La Terra Galleggiante in collaborazione con l’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare.

All’interno del festival ha c’è il concorso denominato: Gianduia di Pezza 2010. All’edizione di quest’anno hanno preso parte le seguente compagnie: Dottor Bostik-Unotesatro  con lo spettacolo Bombolo; Alessandra Odarda con lo spettacolo In cerca di stelle; Oltreilponte con lo spettacolo  Al paese di Pocapaglia; L’elmo del Mambrino con lo spettacolo  Un tempo, cantavamo ...; Oltreilponte-Trevisan con lo spettacolo Lunargentina; Babaciu Theater con lo spettacolo La goccia che sognava di volare; Merceria Barbagli con lo spettacolo E allora parto!; Fratelli Niemen con lo spettacolo I briganti del castello; La robe à l’envers con lo spettacolo Tutti i giorni domenica; Crème Cabaret con lo spettacolo Vengo anch’io / Mein herr; Storie di Piazza con lo spettacolo Animali di piazza; Chiara Trevisan con lo spettacolo Safety Box; Il teatro del ciuchino con lo spettacolo Cantastoria di due topi  navigatori e animali straordinari; La vecchia sofitta con lo spettacolo Pierino e la strega; Le due e un quarto con lo spettacolo Senza denti.

Il Premio Gianduja di Pezza 2010 è stato assegnato all’unanimità, da una giuria formata da operatori del settore, ai seguenti spettacoli:

- Miglior spettacolo di tradizione a I briganti del castello del Gran Teatro dei Burattini dei Fratelli Niemen, per il carattere di testimonianza del cosiddetto “trattedimento del Gianduja”, spettacolo popolare piemontese, proposto inalterato nel

tempo, con sapienza antica e rinnovata freschezza.

- Miglior spettacolo di figura per ragazzi a Al paese di Pocapaglia, della compagnia Oltreilponte Teatro, per la serrata commistione tra teatro d’attore, burattini, musica e gioco teatrale, innestata sul tessuto del racconto popolare italiano.

- Miglior spettacolo comico a Senza denti, della compagnia Le due e un Quarto, per la felice invenzione e la netta determinazione dei personaggi che conducono a un gioco mimico e scenico di impatto diretto col pubblico.

Sono state segnalati i spettacoli: Un tempo, cantavamo assieme della compagnia L’Elmo di Mambrino, per il tema storico e civile affrontato, le guerre etniche tra turchi e greci, in sintonia con un percorso di ricerca a partire delle ombre tradizionali di quei popoli. Pierino e la Strega, della compagnia La Vecchia Sofitta, per l’ormai piena padronanza del mezzi espressivi propri dei burattini, specchio di una progressiva crescita della compagnia.

 

Il festival e la Vetrina del Teatro di Figura Piemonte si stano qualificando come uno dei luoghi più importanti per la promozione del teatro di figura del nostro paese, ma anche uno dei luoghi dove bisogna essere per capire le nuove tendenze di questo settore del teatro.

 




9 luglio 2010

FRANCOBOLLI BURATTINESCHI DALLA SLOVENIA

TECNICHE DALLA SLOVENIA

 

La filatelia burattinesca si arrichice di una serie particolarmente pregiata dalla Slovenia. Nel mese di maggio 2010 la posta slovena ha emesso una bella serie di 5 francobolli dedicati alle tecniche e alla creatività degli artisti burattinai sloveni.

La pubblicazione di questa bella serie è l’occasione di fare un accenno ad alcuni elementi della storia burattinesca di questo paese.

           


   

La più antica tecnica di burattino conosciuto in Slovenia era la tecnica dei burattini asta ed erano chiamati lileki. La parola rappresenta la pelle vuota del serpente che descrive pittorescamente la questi burattini - un cappotto e un cappello appeso su una croce di legno.

Di solito i spettacoli erano brevi e presentavano sovente storie di confine tra vicini Gašper e Melko stavano combattendo per la linea, mentre il burattinaio, nel ruolo di un giudice li stava calmando.

Nel 2004 Nick superiore (Niko Goršic) ha usato questo tipo di marionetta per eseguire il più vecchio gioco per bambini sloveno Tincek Petelincek scritto da August von Kotzebua, tradotto da Valentin Vodnik e di essere eseguito nel teatro globale. Matej Vogrincic ha disegnato le marionette.

Le marionette sono conosciute in Slovenia dalla fine del 19° secolo. Il pittore Milan Klemencic ha dato alle marionette il suo tocco personale, quando, nella sua città natale Šturje in Ajdovšcina nel 1910, ha presentato il suo primo spettacolo di marionette in sloveno “L'Uomo Morto col cappotto rosso”.

Nel 1948 fu fondato il teatro professionista “Il teatro delle marionette di Ljubljana”.
L’artista Niko Kuret è il pioniere del burattino teatro popolare in Slovenia. Alla fine degli anni 30 nel 20 ° secolo ha sostituito il kasperl tedesco con Pavliho, che ha preso dalla poesia satirica Levstik's. Dal 1953 al 1955 il teatro delle marionette di Ljubljana ha eseguito diversi spettacoli dove il regista Jože Pengov animava Pavliho.

 

Anche le ombre hanno avuto una buona diffusione in Slovenia grazie al dott Niko Kuret. Nel 1984 il grande palcoscenico del Teatro dei Burattini di Lubiana ha ospitato uno spettacolo con pupazzi grandi, seguendo il modello del bunraku giapponese tecnica di teatro di figura ma, ovviamente, corretto per standard locali. L’originalità di questa serie di francobolli è che presenta gli schizzi tecnici delle varie tecniche, soprattutto dei burattini, delle ombra e delle marionette.

(Un grande grazie all'amico Edi Majaron per l'informazione e i francobolli)

Per informazioni: http://www.posta.si/opis-postnega-ziga/7080/Puppets?nodeid=534

 

 

Slovenian puppets

Within the present series Pošta Slovenija is joining the countries which have dedicated postage stamps to their puppetry tradition. The series includes five stamps with recognised heroes of the Slovenian puppet creativity.
The oldest known puppet technique in
Slovenia was the technique of rod puppets. In Prlekija these puppets were called lileki. The word represents empty snake skin which describes picturesquely the fundamentality of these puppets – a coat and a hat hanging on a wooden cross. The short puppet performances usually presented boundary issues; neighbours Gašper and Melko were fighting over the boundary while the puppeteer, in the role of a Judge was calming them down. In 2004 Nick Upper (Niko Goršic) used this type of puppet to perform the oldest Slovenian children's play Tincek Petelincek written by August von Kotzebua, translated by Valentin Vodnik and being performed in the Global Theatre. Matej Vogrincic designed the puppets. 
Marionettes have been known in
Slovenia since the end of the 19th century. The painter Milan Klemencic gave the marionettes his own personal character when, in his hometown Šturje in Ajdovšcina in 1910, he presented the first Slovenian puppet performance The Dead Man in a Red Coat, following an Italian model. Soon afterwards, Franz Pocci's play Kasper: The Portrait Painter followed. It was translated from German, where the main character was the cunning Kasper. After the professional Ljubljana Puppet Theatre had been founded in 1948, Klemencic prepared sketches of puppets and scenes for the Franz Pocci play The Wishing Fairy, which was directed by Jože Pengov in 1951. The main character in this play is also Kasper who, by the means of his violin, makes everyone dance the way he wants. Nace Simoncic lent the voice and Crt Škodlar animated the marionette.
Hand puppets have also been known in
Slovenia at least since the beginning of the 20th century. Niko Kuret is the pioneer of the folk puppet theatre in Slovenia. At the end of the 30's in the 20th century he replaced Kasper with Pavliha, which he took from Levstik's satirical poetry. From 1953 to 1955 the Ljubljana Puppet Theatre performed several King Marko hand puppet plays by Fran Milcinski, where the director Jože Pengov animated Pavliho.
Shadow puppets are one of the oldest theatre puppets. They are popular in all the cultures from
China, India to Indonesia, as well as the Arab countries. In Slovenia they became popular thanks to Dr Niko Kuret and his book The Merry Home. In 1992 Jože Pengov's puppet theatre put on stage the Slovenian folk ballad Desetnica. The shadow puppet play was arranged and directed by Helena Šobar Zajc. The puppets were made of parchment and were designed by Alenka Sotlar. She was following the model of the traditional shadow puppets, which are mostly decorated with perforated parchment to create a lace-like effect.
The Slovenian Sokol marionette stages, as well as the Ljubljana Puppet Theatre, hosted Martin Krpan several times during 1950. The play was directed by Milan Skrbinski and Jože Pengov. In 1984 the big stage of the Ljubljana Puppet Theatre hosted a performance with big puppets, following the pattern of the Japanese puppetry technique bunraku but, of course, adjusted to our standards. The Levistik satire on stage culminated with the performance of the Director Miran Herzog and the song writer Svetlana Makarovic. The illustrations were by Matjaž Schmidt. Jože Mraz lent his voice and the animation was by Breda Hrvatin. Besides Krpan, the technological sketch also shows his mare.
It has to be pointed out that the added technological sketches on the stamp illustrations are only a symbolic orientation, especially with the shadow puppets and the marionettes.

Edi Majaron

 

http://www.posta.si/opis-postnega-ziga/7080/Puppets?nodeid=534


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25 aprile 2010

LE MARIONETTE ALLA COCA

COCA COLA AL RITMO DI MARIONETTE


Erano molti anni che la grande impresa americana di bibite gasate Coca Cola non aveva utilizzato le marionette nelle sue pubblicità, dal mese di marzo in Europa, dalla metà dell’anno scorso ecco che le marionette ballano in un ufficio open space di una rivista di moda per promuovere la “Diet Coke” ovvero la versione della Coca senza zucchero. La musica di fondo è il famoso brano degli anni 80 “She's a Maniac” che rese famoso il film Flashdance (o il contrario). La pubblicità è creato dall’agenzia Mother per la tivù Americana ed in particolare per apparire dentro il famoso show  Ugly Betty. In realtà le pubblicità presentate dai due lati dell’oceano sono basate sullo stesso principio ma sono diverse, perché la Coca Cola sa benissimo che i suoi clienti nono sono uguali, ma quello che lascia perplesso è che la pubblicità per l’Europa sia la stessa che quella diffusa in Oceania ed in Australia? Boh! Sarà?


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16 marzo 2010

KITANO IN MOSTRA A PARIGI

Beat Takeshi Kitano

UN Gosse de peintre QUI AIME LES MARIONNETTES

 

Si vous passez par Paris dans le 14ème  arrondissement, du 11 mars au 12 septembre 2010,  il faut absolument aller à la fondation Cartier pour voir l’exposition « Gosse de peintre » de celui qu’il serait réductif de définir uniquement cinéaste, c'est-à-dire l’artiste japonais Takeshi Kitano. Très connu ici pour ses films, Kitano est en réalité un artiste polyédrique qui n’arrête pas de travailler : cinéaste, animateur de télévision, sculpteur, peintre, illustrateur et bien d’autres choses.

Dans cette exposition vous découvrirez les animations et tableaux de Beat Takeshi Kitano.

 

Actuellement en France Takeshi Kitano présente son nouveaux film « Achille et la Tortue » et en même temps sort la publication de deux ouvrages : « Gosse de peintre », catalogue de l'exposition à la Fondation Cartier pour l'art contemporain et Kitano par Kitano. Le cinéaste est par ailleurs à l'honneur au Centre Pompidou, Beaubourg à Paris. L'espace culturel lui consacre une rétrospective audiovisuelle en 40 films, téléfilms et documents, pour moitié inédits, entre le 11 mars et le 26 juin 2010.

Destinée dans un premier temps aux enfants, l'exposition que Beat Takeshi a lui-même pensée pour la Fondation Cartier pour l'art contemporain, présente des activités ludiques telles que « La tour de Hanoi » ou « Écoutez les sons et dessinez ce qu'ils vous évoquent ». Écouteurs, feuilles aimantées et marqueurs colorés sont mis à la disposition du public. Une fois l'inspiration venue, les feuilles sont collées sur une parois blanche et deviennent partie intégrante de l'exposition. Juste à côté, une introduction ludique à la culture japonaise, le théâtre de marionnette Ô-Edo qui s'anime sous l'œil du spectateur. Kitano aime les marionnette et il le fait savoir comme dans son film « Dolls » de 2002), il est donc naturel de les retrouver dans son exposition.

Vous saurez tout sur Beat Takeshi Kitano, le comique le philosophe et divers aspects moins connus.

 

  

Beat Takeshi Kitano

UN Figlio di pittore che AMA LE MARIONETTE

 

Takeshi Kitano, non è solo un regista cinematografico, ma un artista completo ed originale. A Parigi, la Fondazione Cartier fino a settembre, li dedica una mostra “Figlio di pittore” che ne presenta gli aspetti meno conosciuti. Il titolo della mostra è riferito al fatto che Kitano è figlio di un pittore dell’edilizia.

 

Tra tutte le sue opere si potrà vedere “Ô-Edo” un installazione realizzata con marionette, maschere e altre bambole dei teatri tradizionali. Questa presenza di marionette non deve stupire visto che non è la prima volta che l’artista giapponese le presenta nelle sue opere come nel film: Dolls del 2002. A Parigi si può vedere una retrospettiva dei suoi film al Centro Pompidou e vedere il suo ultimo film non ancora uscito in Italia.

 

Article reprit en parti du site : http://www.journaldujapon.com/2010/03/beat-takeshi-kitano-gosse-de-peintre-en-batiment.html La photo est de: journal du Japon.




19 febbraio 2010

UNA FANTASTICA VOLPE ARRIVA AL CINEMA

LA VOLPE E’ FANTASTICA

 Arriva in Italia il film del regista Anderson realizzato con la tecnica del passo 1

 

C’è praticamente solo in Italia che il mestiere del burattinaio viene limitato unicamente al settore del teatro e dei bambini. In altri paesi, da sempre gli animatori di pupazzi per il cinema sono riconosciuti come burattinai.

Stop-motion, image par image o passo uno, chiamatelo come volete ma il cinema di animazione realizzato con i pupazzi animati sta vivendo una nuova epoca d’oro.

Fino dall’alba del cinema questa tecnica è una di quella più apprezzata e molti grandi del cinema hanno scritto pagine favolose. Come non ricordare grandi nomi come: George Pál o Jirí Trnka e Ladislav Starevich. Il vero ritorno di fiamma di questa tecnica è probabilmente da attribuire al geniale regista Tim Burton con i suoi simpatici cadaveri ambulanti in “Nightmare Before Christmas” de1993 diretto da Henry Selick.



Oggi è l’americano Wes Anderson che ci propone il suo film lungometraggio “Fanstatic Mr. Fox”, che sta riscuotendo uno straordinario successo in tutto il mondo.

L’uscita di questo film è stata annunciata più volte in Italia, ma non si sa perché sempre rimandata. Sembra che potrebbe arrivare nelle nostre sale cinematografiche il 2 aprile 2010 con il titolo: Una volpe troppo furba”. Questo film è tratto da “Furbo, il Signor Volpe” uno dei successi del famoso scrittore per ragazzi Roald Dahl pubblicato in Italia nel 1970 da Salani Editore.

Il film si distingue per la raffinatezza e la poesia che sono costantemente presenti, tanto che è difficile non lasciarsi travolgere dai personaggi.

Se molti giornalisti ricordano che le voci dei pupazzi sono quelle di George Clooney della Streep e di Murray il vero successo del film è assicurato dalle geniali invenzioni dell’Anderson e dei suoi aiutanti.

Per chi ha orecchia ed ama la musica la vera chicca del film: è il musicista Jarvis Cocker – è proprio lui nella sua versione animata stop-motion – che con il suo banjo si dà da fare con alcuni brani originali scritti apposta per l’amico Anderson.

 

Per chi vuole saperne di più, ovvero gli appassionati e gli addetti ai lavori, è buono sapere che la Rizzoli International Publications ha incaricato il designer Angus Hyland dello studio Pentagram di ricostruire il processo produttivo di questa stop motion in un volume, “The Making of Fantastic Mr. Fox”. Nel libro sono raccolti disegni e note di Wes Anderson, foto del set e dei pupazzi, dettagli sui materiali utilizzati per costruirli, fotogrammi del film e illustrazioni originali. In una sezione speciale poi si trovano le interviste a Jason Schwartzman, che doppia uno dei personaggi, Liccy Dahl, e naturalmente a Wes e a suo fratello Eric Anderson, illustratore e attore. Per il momento questo libro è disponibile sono in inglese, ma forse uscirà anche in Italia prossimamente.

 



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