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  Marionnettes [ Il Blog di Albert Bagno, dei suoi burattini e delle sue ricerche ]
         

"Marionnettes" per il notiziario andare a www.nautilaus/marionnettes.com Si vous voulez lire "Marionnettes" allez à l'adresse indiquée. o - o - o A partir du 1.11.2010 ce blog présente seulement les activités d'ALBERT BAGNO - MEMBRE UNIMA


26 luglio 2010

IL TEATRO DI FIGURA POLACCO IN COSTRUZIONE

Il teatro di figura polacco dall’ieri all’oggi

 

La Polonia è uno dei paesi dell’Europa che ha una lunga storia d’amore con i burattini e le marionette e questo sia dentro e fuori del teatro. Le tradizioni del teatro di figura di questo paese sono numerose e assai originali.

La tradizione della szopka ossia del presepe animato con pupazzetti è una di quelle espressioni cosi popolare da diventare religiosa e profana allo stesso tempo ed essere uno degli strumenti preferiti degli satirici. Durante la seconda guerra mondiale i burattinai hanno continuato la loro attività, molti artisti sono morti nei campi di sterminio.

Durante tutto il periodo controllato dai sovietici i teatri di marionette si moltiplicano in modo esponenziale. Ogni città di più di 5000 abitanti ha il suo teatro stabile. Se all'inizio questi teatri di stato erano fatto per dare del lavoro a molti, progressivamente sono diventati luoghi di cultura e di produzioni di qualità. Come non cittare le meravigliose sperimentazioni del teatro di Opole presentate nel 1976 a Charleville Mézières in Francia, o meglia ancora "la classe morte" di Kantor!

 

Dalla fine degli anni 70 alla caduta del regime comunista un gran numero di artisti, pur essendo controllati ed autocontrollati, hanno espresso idee molto originali attraverso il teatro di figura. Una delle testimonianze più interessanti è stata quella espressa attraverso la grafica pubblicitaria delle compagnie e degli spettacoli.

 

Da quando è cambiato il regime, progressivamente sono nate compagnie private e compagnie più piccole collegate alle grande compagnie. Se nell’insieme il marchio del precedente regime si sente ancora, alcune compagnie hanno già intrapreso la via della ricerca e del rinnovamento creativo.

Il numero di aspiranti burattinai è cosi elevato che le scuole di formazione professionale, come quella di Bialistok, sono costrette ad avere concorsi d’entrata. Da molto tempo fare il burattinaio non è più uno spazio di ripiego per attori in difficoltà e un buono burattinaio si deve di essere un buon attore.

Oggi assistiamo ad un fenomeno molto interessante, lo stato sta cercando progressivamente di disimpegnarsi dalle grande compagnie e passa la loro gestione alle città. Nella maggiore parte dei casi ciò non ha voluto dire chiusura, ma a dimostrazione del ruolo fondamentale delle compagnie sul proprio territorio, ma restaurazione di sedi e creazione di molte nuove sedi, vedere creazione di compagnie e di sedi. Il BTL di Bialistok ha goduto di una progressiva modificazione, trasformando il vecchio teatro in una cittadella del teatro di marionette.

 

In questi ultimi anni città come Szczecin, Opole, Torun si sono lanciate nella realizzazione di teatri ultra moderni, eleganti e funzionali. Tutti sono realizzati da architetti che hanno già una conoscenza di cosa vuole dire costruire per il teatro e per masse di pubblici che possono essere comparabile a vere e proprie orde. Il teatro Pleciuga di Szczecin si è visto dotare di un novissimo teatro di 15000m3 ; per non parlare del teatro Baj Pomorski di Torun che dal 2006 ha una sede non solo nuova ma molto originale. Oggi costruire un teatro in Polonia vuole dire si attenzioni alle esigenze degli artisti e delle numerose equipe che collaborano e vivono dentro, ma anche curare l’inserimento nella città di tale impresa. Ciò significa avere cura anche degli arredi urbani e dei luoghi di permanenza dove il potenziale pubblico può ritrovarsi: giardini, caffetteria ecc. Quasi tutti i nuovi edifici accolgono negozi e luoghi espositivi. Nelle vicinanze dei teatri vengono realizzate piazze, fontane e statue che hanno un’affinità con i medesimi luoghi. Particolarmente significativa è la fontana realizzata da Pawel Pawlak nel 2007 e collocata sulla piazza del teatro delle marionette di Wroclaw. L’ultimo nato dei progetti di creazione di un nuovo teatro è quello della città di Opole che vedrà il giorno nei prossimi anni. Come in tanti nuovi teatri le sale e gli spazi sono previsti per essere polivalenti ed estremamente duttili.




9 luglio 2010

UNO BURATTINO DI PAUL KLEE

BURATTINI DI PAUL KLEE

Nel 2005 in occasione dell’inaugurazione del Centro Paul Klee di Berna, la posta Svizzera ha pubblicato uno dei più grandi francobolli della sua storia (50 x 40 mm) col valore di 1 franco. Il francobollo rappresenta due opere del celebre pittore svizzero – il quadro «Monument im Fruchtland» (Monumento nella valle fertile, 1929) e la scultura «Breitohrclown» (Clown con le larghe orecchie del 1925) – cosi come lo schizzo architettonico del nuovo museo concepito da Renzo Piano. Questo francobollo è l’opera dell’artista bernese Claudia Bernet.
Se riportiamo solo oggi l’informazione di questo francobollo è perché il famoso burattino viene presentato solo come scultura e non per quello che è.



MARIONNETTE DE PAUL KLEE

Pour l’inauguration du Zentrum Paul Klee, à Berne, La Poste Suisse émet un des plus grands timbres de toute son histoire: un timbre spécial de 50 x 40 mm, d’une valeur de 1 franc. Il représente deux œuvres du célèbre peintre suisse – le tableau «Monument im Fruchtland» (Monument dans la vallée fertile, 1929) et la sculpture «Breitohrclown» (Clown aux larges oreilles, 1925) – ainsi qu’une esquisse architecturale du nouveau musée conçu par Renzo Piano. Cette composition est l’œuvre de l’artiste bernoise Claudia Bernet.
Un premier timbre à l’effigie du Maître avait été commercialisé pour le centenaire de sa naissance, en 1979. Le nouveau timbre Paul Klee est publier à l’occasion de l’ouverture du Centre Paul Klee.


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9 luglio 2010

FRANCOBOLLI BURATTINESCHI DALLA SLOVENIA

TECNICHE DALLA SLOVENIA

 

La filatelia burattinesca si arrichice di una serie particolarmente pregiata dalla Slovenia. Nel mese di maggio 2010 la posta slovena ha emesso una bella serie di 5 francobolli dedicati alle tecniche e alla creatività degli artisti burattinai sloveni.

La pubblicazione di questa bella serie è l’occasione di fare un accenno ad alcuni elementi della storia burattinesca di questo paese.

           


   

La più antica tecnica di burattino conosciuto in Slovenia era la tecnica dei burattini asta ed erano chiamati lileki. La parola rappresenta la pelle vuota del serpente che descrive pittorescamente la questi burattini - un cappotto e un cappello appeso su una croce di legno.

Di solito i spettacoli erano brevi e presentavano sovente storie di confine tra vicini Gašper e Melko stavano combattendo per la linea, mentre il burattinaio, nel ruolo di un giudice li stava calmando.

Nel 2004 Nick superiore (Niko Goršic) ha usato questo tipo di marionetta per eseguire il più vecchio gioco per bambini sloveno Tincek Petelincek scritto da August von Kotzebua, tradotto da Valentin Vodnik e di essere eseguito nel teatro globale. Matej Vogrincic ha disegnato le marionette.

Le marionette sono conosciute in Slovenia dalla fine del 19° secolo. Il pittore Milan Klemencic ha dato alle marionette il suo tocco personale, quando, nella sua città natale Šturje in Ajdovšcina nel 1910, ha presentato il suo primo spettacolo di marionette in sloveno “L'Uomo Morto col cappotto rosso”.

Nel 1948 fu fondato il teatro professionista “Il teatro delle marionette di Ljubljana”.
L’artista Niko Kuret è il pioniere del burattino teatro popolare in Slovenia. Alla fine degli anni 30 nel 20 ° secolo ha sostituito il kasperl tedesco con Pavliho, che ha preso dalla poesia satirica Levstik's. Dal 1953 al 1955 il teatro delle marionette di Ljubljana ha eseguito diversi spettacoli dove il regista Jože Pengov animava Pavliho.

 

Anche le ombre hanno avuto una buona diffusione in Slovenia grazie al dott Niko Kuret. Nel 1984 il grande palcoscenico del Teatro dei Burattini di Lubiana ha ospitato uno spettacolo con pupazzi grandi, seguendo il modello del bunraku giapponese tecnica di teatro di figura ma, ovviamente, corretto per standard locali. L’originalità di questa serie di francobolli è che presenta gli schizzi tecnici delle varie tecniche, soprattutto dei burattini, delle ombra e delle marionette.

(Un grande grazie all'amico Edi Majaron per l'informazione e i francobolli)

Per informazioni: http://www.posta.si/opis-postnega-ziga/7080/Puppets?nodeid=534

 

 

Slovenian puppets

Within the present series Pošta Slovenija is joining the countries which have dedicated postage stamps to their puppetry tradition. The series includes five stamps with recognised heroes of the Slovenian puppet creativity.
The oldest known puppet technique in
Slovenia was the technique of rod puppets. In Prlekija these puppets were called lileki. The word represents empty snake skin which describes picturesquely the fundamentality of these puppets – a coat and a hat hanging on a wooden cross. The short puppet performances usually presented boundary issues; neighbours Gašper and Melko were fighting over the boundary while the puppeteer, in the role of a Judge was calming them down. In 2004 Nick Upper (Niko Goršic) used this type of puppet to perform the oldest Slovenian children's play Tincek Petelincek written by August von Kotzebua, translated by Valentin Vodnik and being performed in the Global Theatre. Matej Vogrincic designed the puppets. 
Marionettes have been known in
Slovenia since the end of the 19th century. The painter Milan Klemencic gave the marionettes his own personal character when, in his hometown Šturje in Ajdovšcina in 1910, he presented the first Slovenian puppet performance The Dead Man in a Red Coat, following an Italian model. Soon afterwards, Franz Pocci's play Kasper: The Portrait Painter followed. It was translated from German, where the main character was the cunning Kasper. After the professional Ljubljana Puppet Theatre had been founded in 1948, Klemencic prepared sketches of puppets and scenes for the Franz Pocci play The Wishing Fairy, which was directed by Jože Pengov in 1951. The main character in this play is also Kasper who, by the means of his violin, makes everyone dance the way he wants. Nace Simoncic lent the voice and Crt Škodlar animated the marionette.
Hand puppets have also been known in
Slovenia at least since the beginning of the 20th century. Niko Kuret is the pioneer of the folk puppet theatre in Slovenia. At the end of the 30's in the 20th century he replaced Kasper with Pavliha, which he took from Levstik's satirical poetry. From 1953 to 1955 the Ljubljana Puppet Theatre performed several King Marko hand puppet plays by Fran Milcinski, where the director Jože Pengov animated Pavliho.
Shadow puppets are one of the oldest theatre puppets. They are popular in all the cultures from
China, India to Indonesia, as well as the Arab countries. In Slovenia they became popular thanks to Dr Niko Kuret and his book The Merry Home. In 1992 Jože Pengov's puppet theatre put on stage the Slovenian folk ballad Desetnica. The shadow puppet play was arranged and directed by Helena Šobar Zajc. The puppets were made of parchment and were designed by Alenka Sotlar. She was following the model of the traditional shadow puppets, which are mostly decorated with perforated parchment to create a lace-like effect.
The Slovenian Sokol marionette stages, as well as the Ljubljana Puppet Theatre, hosted Martin Krpan several times during 1950. The play was directed by Milan Skrbinski and Jože Pengov. In 1984 the big stage of the Ljubljana Puppet Theatre hosted a performance with big puppets, following the pattern of the Japanese puppetry technique bunraku but, of course, adjusted to our standards. The Levistik satire on stage culminated with the performance of the Director Miran Herzog and the song writer Svetlana Makarovic. The illustrations were by Matjaž Schmidt. Jože Mraz lent his voice and the animation was by Breda Hrvatin. Besides Krpan, the technological sketch also shows his mare.
It has to be pointed out that the added technological sketches on the stamp illustrations are only a symbolic orientation, especially with the shadow puppets and the marionettes.

Edi Majaron

 

http://www.posta.si/opis-postnega-ziga/7080/Puppets?nodeid=534


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4 maggio 2010

Una mattina mi sono svegliato partigiano!

Compagno Burattino!

Burattini e Burattinai durante la seconda guerra e per la libertà

 

(disegno di Damiano giambelli)


In occasione del 65° della fine della Seconda Guerra Mondiale, Albert Bagno ha presentato con grande successo ad Anzola nell’Emilia la sua ultima ricerca “Compagno Burattino! I burattinai che durante la seconda guerra mondiale hanno lottato con i loro burattini per la Libertà”.

La ricerca presenta documenti, notizie inedite di personalità che sia in Italia o all’estero hanno scelto di lottare dalla parte della libertà.

La ricerca è un itinerario che parte dagli antenati che hanno lottato per la libertà come per esempio durante l’Unità d’Italia e prosegue presentando i burattini e burattinai durante il fascismo e la seconda guerra mondiale per continuare con gli antifascisti e i partigiani, gli spettacoli per le truppe, i burattini e burattinai nei campi di concentrazione, la satira burattinesca, le curiosità.

Attraverso questo lavoro di ricerca, che è il primo in lingua italiana, si conoscono meravigliose personalità come: i Sarzi, Yves Joly, Mario Magonio, Josef Skupa, Henrik Ril, Serghej Obraztsov e tanti altri…

Un ampio settore della ricerca è dedicato a tutti coloro che ha vari titolo ed in vari modi hanno realizzati ed animati burattini e marionette nei campi di concentramento e nei ghetti.


“Compagno Burattino!” non è solo un giusto omaggio a chi ha scelto di combattere per la libertà, ma è estesa a tutti coloro che con i burattini hanno agito nelle guerre di liberazioni: dalla guerra di Spagna a quella della Palestina.


Una sezione è dedicata a chi oggi propone spettacoli di burattini e marionette onde favorire la memoria. Il successo della presentazione ha valso ad Albert Bagno un invito nella prossima prestigiosa edizione del Festival del Teatro Antifascista che avrà luogo a Bologna tra la fine maggio e l’inizio di giugno 2010.




25 aprile 2010

Burattinescamente Resistenti

FIGURE DA GRANDI 2010

"BURATTINAI RESISTENTI"
Il 23 aprile 2010 ha avuto luogo con grande successo l’iniziativa “Burattinai Resistenti” organizzata per il secondo anno dall'Associazione Teatrinindipendenti che da sempre è attiva alla diffusione e alla valorizzazione del teatro di animazione. L’iniziativa è sostenuta dal comune di  Anzola dell'Emilia e dell' ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia),
Durante la giornata ha avuto luogo l’incontro con partigiani, ricercatori, storici e burattinai per saperne di più sui burattinai che con la loro attività hanno contribuito alla lotta di liberazione dal nazifascismo. L’incontro intitolato: “BURATTINAI RESISTENTI: Antifascismo, resistenza e militanza nella baracca dei burattini” ha permesso a diversi esperti hanno di evocare il ruolo dei burattinai durante la seconda guerra mondiale. Ospite d’onore è stata Gigliola Sarzi, dell’illustre famiglia burattinaia e partigiana Sarzi, che ricordato sua sorella Lucia e suo fratello Otello, apportando una testimonianza viva e colorita. Durante il pomeriggio Albert bagno ha presentato per la prima volta i risultati della sua ricerca: “Compagno Burattino” relativo ai burattini e burattinai durante la seconda guerra mondiale per la libertà.
Alla sera il grande Romano Da nielli ha presentato per la prima volta dal 1965, il suo pregiatissimo spettacolo dedicato alla resistenza: “FAGIOLINO PARTIGIANO”, uno spettacolo di burattini che l'indiscusso maestro del teatro dei Burattini bolognesi ha scritto e interpretato nel 1965 dove la figura di Fagiolino si unisce alla  lotta partigiana quando si rende conto che il bastone dei fascisti si accanisce sul popolo. Un contributo divertente e originale per non dimenticare quanti si sono sacrificati per la nostra libertà, mai come oggi in pericolo.
L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del centro UNIMA Italia.




18 novembre 2009

IL FUTURO DEI BURATTINI?

IL PINOCCHIO DI DOMANI?

 

Potrebbe sembrare incredibile, ma se da una parte continuiamo a scoprire tradizioni popolari antichissime e sconosciutissime, dall’altra parte il mondo del teatro di figura non è più ne limiti ne frontiere. Ogni giorno grazie alle nuove tecnologie, ma anche semplicemente alle riflessioni di artisti, ricercatori e scienziati, la famiglia dei burattini e delle marionette cresce bene.

 

Se in Italia conosciamo tre o quattro tecniche di manipolazioni, in Europa sono più di 15 e nel mondo almeno 150, ma i conti non tornano, perché le cifre a disposizione tengono conto solo delle tecniche direttamente teatrale e non di tutte quelle tecniche i uso in settori non specificatamente in uso sul palcoscenico; ad esempio tutte le tecniche in uso nel settore del cinema non vengono presi in considerazioni, ancora meno le tecniche nuove utilizzate principalmente dai giovani attraverso l’uso delle nuove tecnologie.

 

Nel mese di giugno di quest’anno ha avuto luogo a presso la “Cité des Sciences et de l’Industrie” di  Parigi, il “Festival Futur en Seine” (gioco di parola che indica che il futuro è di scena e che il futuro è sul fiume Seine – capire Parigi, Francia), dove l’ingegnere Bruno Verbrugghe e l’esperto di promozione scientifica Mathias Moureaux hanno presentato, sotto la benevola supervisione del grande maestro delle marionette Alain Recoing le cosi dette “Marionette di domani”. Si tratta di un nuovo concetto di burattini interattivi basato sul modello dei giochi Wii, che bene conoscono i giovani. Il concetto principale permette di manipolare a distanza ma direttamente un o più burattini che appaiono su uno schermo. La tecnologia da anche la possibilità di dare delle espressioni al burattino che appare sullo schermo attraverso il modo che il “manipolatore” si esprime oralmente, così facendo le facce dei burattini in 3D si modificano all’instante.

Se è ancora prematuro parlare di arte digitale burattinesca, non è detto che da questi lavori, ci siano le premesse per una tale arte. Si sentono già i puristi che urlano “Non è arte!”, ma come si dice: se ha gambe camminerà il Pinocchio di domani.

 

Per informazioni: http://www.terre.tv/?cat=12&lim=15#/fr/science-education/reportage/2064_les-marionnettes-de-demain.

 

LA MARIONNETTE DE DEMAIN?

 

Durante le festival « Futur en Seine », qui se tenait du 29 mai au 7 juin 2009 à la Cité des Sciences et de l’Industrie de Paris, on a pu découvrir un nouveau concept de marionnettes interactives ! Fondé sur le modèle de la console de jeux Wii, le concept permet de manipuler les guignols à distance. Mais la technologie donne également la possibilité de capter l’expressivité de la voix du “manipulateur”, et d’animer ainsi les visages des marionnettes en 3D.

A l’occasion du Festival Futur en Seine, la Cité des Sciences et de l’Industrie de Paris inaugure un prototype de marionnettes numériques. Ces guignols interactifs respectent le jeu des personnages théâtraux tout en mettant une touche de modernité aux traditionnelles marionnettes en bois.

Ce type de marionnette virtuelle a été présenté par Mathias Moureaux e l’ingénieur Bruno Verbrugghesous la supervision du grand marionnettiste français Alain Recoing.




27 ottobre 2009

CHARLEVILLE 09 - FRANCOBOLLI BURATTINESCHI

CHARLEVILLE 09 – 35 – 

« ILS SONT COMPLETEMENT TIMBRES »


Tra gli eventi collaterali del Festival ad ogni edizione c’è una mostra internazionale di filatelia – burattinesca, che anche questo anno ha avuto luogo e ha riscorso un enorme successo. Se pur collocata molto lontana dai luoghi principali la mostra è stata molto visitata ed apprezzata.

Le collezioni esposte provenivano dalla Germania, dal Giappone, dall’Italia, dal Regno Unito e naturalmente dalla Francia. Le collezioni una più belle delle altro offrivano un panorama molto completo di quello che si può trovare oggi nel mondo.

In Francia esiste ora il francobollo privato e per l’occasione del Festival il club filatelico delle Ardenne, ha pubblicato un francobollo che rappresenta il manifesto del festival. Il francobollo ha riscosso un cosi grande successo da richiedere una seconda emissione.  




11 aprile 2009

NON TERREMOTIAMO LA MENTE!

TERREMOTO DELL’ABRUZZO !

TERREMOTO DELLA CULTURA?

 

Tutti lo sanno c’è stato un nuovo terremoto nel nostro paese, anzi diciamo che era prevedibile.

Un pensiero e nella misura del possibile un atto concreto va alle vittime.


Ancora una volta la gente si è largamente mobilitata per venire in soccorso delle popolazioni vittime della catastrofe. Questo è pressa poco che un miracolo. Quanti volontari! Per favore non li chiamiamo demagogicamente o giornalisticamente “Angeli”, chiamiamoli per quello che sono: delle persone responsabile, delle persone di cuore e di testa, dei cittadini italiani e stranieri che tengono all’Italia.

Al contrario di quanti vogliono fare gli uccelli di malaugurio, in questo paese la generosità non è una vana parola, non è un opzionale. Ci vorrà tempo ma grazie a queste migliaia di persone comune che fanno solo quello che è giusto, il bel paese si rialzerà, e sicuramente meglio di prima.

 

Sembra che ancora una volta, l’unica parte che crollerà sarà la cultura. Già si è capito che la ricostruzione dei monumenti sarà lasciata per ultima e che tutto quello che ha a vedere con la mente, con il sapere, con il futuro interessa molto poco; anzi qualcuno a già detto che per gli aiuti alla cultura si ricorrerà agli stranieri. Ossia è già pronta la risposta che verrà data fra alcuni anni quando si chiederà perché i lavori non sono finiti, perché non si è fatto niente? Semplicemente perché gli altri non hanno risposto, o non hanno risposto abbastanza!

 

Oggi in tutta la città di L’Aquila non c’è più un teatro o una sala culturale in piedi, nemmeno una misera balera. Ciò è dannoso per l’oggi ma soprattutto per il domani, per le nuove generazioni. Quale cultura, quale futuro per i giovani senza spazi culturali? Quale futuro per i lavoratori dello spettacolo

Non sarà necessariamente colpa dei politici di L’Aquila e dei dintorni se le priorità saranno altre che quelle della cultura, ma la cultura, il patrimonio, il divertimento collettivo devono essere in alto delle preoccupazioni di ognuno, perché sono quelle della formazione alla vita, alla democrazia. Per chi ha subito un trauma straordinariamente forte, anche la cultura può contribuire a riportare alla normalità, e questo non si vede, ma è palpabile nel tempo. Da qui speriamo (ma senza farsi troppe illusioni, che ci saranno dei tavoli istituzionali di concertazione e di programmazioni, con soldi veri e non quelli sognati). Non lasciamo che sia terremotata la mente! 

 

Anche a livello dell’emergenza serve un azione concertata della cultura e gli operatori culturali. Oggi come oggi, molti si preparano a fare la sua buona azione (che serve più a chi la fa che alle popolazioni che ne hanno bisogno), senza nessuna concertazione, nessuno tavolo di riflessione, di scambi, di coordinamento e di organizzazioni. I pochi che si muoveranno saranno i più scalcagnati e gli altri saranno pagati (perché non ci si deve perdere!). In realtà i lavoratori dello spettacolo dei vari settori e i loro organismi devono dare delle risposte concrete per l'oggi e per il domani.

 

Un esempio, l’appello dell’attore Michele Placido a favore di una concertazione tra artisti e compagnie di teatro ed autorità per preparare un cartellone per questa estate è completamente caduto nel vuoto. Cosi certi angoli dell’Aquila (più vicine alle televisioni) avranno decine di azioni scoordinate e probabilmente senza qualità ne criteri, e porranno forse anche problemi a persone e strutture più che sollecitate, e dall’altra parte villaggi o quartieri completamente abbandonati per non dire ignorati.

 

Allora che fare? Allora si propone da qui di iniziare una riflessione nazionale ed internazionale sulla cultura. Chi vorrà rispondere a queste domande: quale cultura in quali tempi dopo un emergenza? Quale spettacolo, quale musica, quale mino, quale clown, quale burattini o/e teatro di figura, quale teatro di strada? Laboratorio si o no? Terapia o divertimento? Ma soprattutto come? Quanto, dove,  perché? Sono anni per non dire decenni che il problema di una vera riflessione si pone! Ora agiamo!

 

Voi che siete volonterosi, come migliaia di volontari. A voi che leggete queste pagine, riflettete e fateci sapere il vostro parere, date il vostro contributo intellettuale e culturale. Fate che il terremoto della cultura non travolga tutto e tutti. Fateci sapere quello che fate o farete per la cultura, per la gente, anche se sono cose piccole o che vi sembrano piccole. Qui le riporteremmo, perché ogni vera azione è degna di essere conosciuta. Qui le metteremo a disposizione di tutti e si confronteremo.


Nel paradosso anche quando avrete, avremmo, dato il nostro contributo, già da ora dobbiamo andare oltre. Dobbiamo pensare e costruire una rete di riflessioni con l’obbiettivo di rispondere a medio e lungo termine ai bisogni culturali della gente? Dobbiamo immaginare un pronto soccorso culturale. Dobbiamo arrivare ad una “protezione civile” della cultura. Si deve arrivare ad una struttura concertata e riconosciuta che possa agire in autonomia, ma in rispetto delle regole dell’emergenza, tanto per non fare danno. Questa rete deve produrre regole chiare d’azione riproponibile ovunque. Ecco! Qui si mette a disposizione un contributo concreto. Vediamo se risponde qualcuno ? 




16 marzo 2009

I GUIGNOLS DELL'INFO "PUTIN 20 ANS!"

SBATTI I GUIGNOLS IN PRIMA PAGINA

 

“I Guignols” sono i burattini in latex che compongono da venti anni il programma preferito dei francesi e che viene trasmesso dalla TV privata Canal +. Il programma denominato “Les Guignols de l’info” (I Guignols dell’informazione) garantiscono un giornale televisivo satirico ed altamente corrosivo. I personaggi sono le caricature dei politici, sportivi ed altre personalità della cultura francese, ma anche straniera: tanto per dire si trova anche un Silvio Berlusconi. Quest’anno “I Guignols” realizzati dallo scultore e burattinaio Alain Duverne, celebrano i loro venti anni dai presenza alla televisione, con un successo sempre costante e rinnovato.

 

In 20 anni di programma sono più di trecento personaggi che sono stati burattinizzati. La cosa più incredibile è che si dice che l’impatto di questo programma è tale che per il modo che ha di prendere in giro o presentare un personaggio politico avrebbe influenzato il risultato due ben due elezioni. Ancora più stupefacenti certi politici farebbero cose turche per avere la loro caricatura in questo programma. Anni fa si disse e fu scritto che un uomo politico non contava più di tanto perché non aveva la sua rappresentazione in quel programma!


In preparazione della festa dei 20 anni di programma, tutte le più importanti testate giornalistiche e media d’oltralpe dedicano spazi all’evento. Il prestigiosissimo “Le Monde” in rete del lunedi 16.03.09 dedica ben 4 speciali ai “Guignols” e una quantità incredibile di articoli. I Guignols sono veramente un fenomeno di società in Francia.

 

All’inizio uno dei dirigenti di Canal + conosceva il programma inglese "Spitting Image" dove apparivano una volta alla settimana burattini cattivissimi che rappresentavano i politici e la corte britannica. Allo stesso tempo esisteva in Francia sulla rete TF 1 un programma simile ma molto più gentile denominato "Bébêtes Show". Lui chiese ad un gruppo d’umoristi famosi a quel tempo di scrivere dei tesi satirici, da all’ora sono passi decine di specialisti della parola per scrivere testi sempre dissacranti.

La realizzazione di un programma simile richiede l’uso di uno studio tutto per le marionette, un bilancio di 15 milioni di euro all’anno; basta pensare che per realizzare un burattino bisogna contare non meno di 8000 euro. Se certi programmi sono registrati come veri corti metraggi, la diretta del venerdì richiede un lavoro molto intenso e particolare. L’insieme permette la buona riuscita del programma che per ogni puntata ha un chair di 14% del pubblico.

Il successo del programma francese è tale che il programma esiste anche in Russia: Koukly (?????, Les poupées), in Belgio: Décodeurs de l'Info, in Spagna: Las noticias del guiñol, in Germania: Hurra Deutschland, in Australia: Rubbery Figures e in Portogallo: Contra-informação. Canale 5 aveva i diritti per l’Italia, ma il grande capo non hai mai consentito una vera libera utilizzazione del suo personaggio…

Allora visto che i “Guignols” saranno celebrati alla grande, anche attraverso una dissacrante campagna pubblicitaria "Putin 20ans!" (porca miseria già 20 anni!)* con dei manifesti giganteschi incollati in tutta la Francia, dove vengono presi in giro politici e personalità che dichiarano che loro: non andranno alla festa. Tanto ci andranno lo stesso attraverso i loro personaggi.

Anche noi festeggiamo i Guignols facciandoli i più strani Auguri!

* "Putin 20 ans" è la trasformazione di un espressione detta dal Presidente della Repubblica Jacques Chirac, quando è arrivato a due anni del suo mandato da presidente "Putin deux ans".

Per informazioni: http://fr.wikipedia.org/wiki/Les_Guignols_de_l'info




14 novembre 2008

TEATRI DI TdF IN RUSSIA OGGI

TEATRI PER DOMANI E STATUE DELL'OGGI


                                                      "Buratino con burattino"

                                            Facciata del teatro delle marionette

                                                           Lugansk - Russia


Parlare della Russia è parlare di un impero e parlare dei teatri di figura della Russia è parlare di un impero, basta ricordare che oggi ogni città di più di 5000 abitanti ha la sua compagnia o/e il suo teatro. Vi immaginate quanti teatri per vedere tanti spettacoli? Un sogno!

 Fortemente voluto e promosso dalla rivoluzione del 1917, i teatri di burattini sono rapidamente diventate delle vere e proprie industrie teatrali, con corpi di mestieri, professionisti ed amministratori ultra preformanti. Le compagnie di teatro di burattini non avevano niente da invidiare al teatro d’attore, anche perché la formazione dei burattinai e marionettisti è assolutamente di alto livello (vi immaginate un paese fatto di dottori in burattini?), allora venite in Russia e troverete degli artisti assolutamente polivalenti ed interdisciplinare. Tutti componenti delle locali compagnie hanno delle formazioni da fare sognare gli improvvisatori che incontriamo in Italia ed altrove. Tanto che oggi si può dire che esiste una vera e propria tradizione del teatro delle marionette e dei burattini russi.Questa tradizione è costituita da perfette gigantesche macchine teatrali che sono super efficiente, totalmente impersonali e fredde.

Dagli anni 1930 alla fine dell’impero sovietico, sono stati costruiti diversi teatri, ma soprattutto sono stati adattati a teatri di burattini edifici assolutamente incredibili, come chiese, banche, seggi sociali di club ed istituzioni de vecchio regine. Negli anni 1970-1985 diversi teatri nuovi avevano visto il giorno come il celebre Teatro Centrale delle Marionette di Mosca. Sulla sua facciata è stato collocato un bellissimo orologio, e come eravamo in un periodo di regime, allora molti teatri nuovi e successivo a quello della capitale, sono stati dotati da orologi veri e propri automi d'arte.

 

Dopo i cambiamenti politici, c’era veramente un dubbio su quello che sarebbe diventata tutta questa industria del teatro per l’infanzia? Sappiamo quanto la società basata su riferimenti economici, non abbia nessuna stima delle industrie economicamente improduttive, basta vedere cosa succede da noi a i teatri e i teatranti... Ma per il momento in Russia questi teatri che sono ancora ad un bivio, ovvero quello della riconversione (non ancora iniziata o non ancora finita) e la ricerca di produzioni più confacente ad un mercato praticamente senza denari. Le grosse macchine teatrali continuano a funzionare, e anche abbastanza bene. Se i stipendi non sono molto aumentati ,sono molto migliorate le condizioni di lavoro. Non ci sono ancora compagnie di pochi elementi, ne una creazione artistica emozionante, ma è nell'ordine delle cose.

L’unica rivoluzione che ha toccato questo settore è il restauro degli stabili e dell’architettura dei medesimi. Pensando al domani, alcuni teatri, la maggiore parte, sono stati rinnovati, e molti, in un modo assolutamente meraviglioso ed efficiente, altri sono stati costruiti con le ultime novità del teatro e della ricezione del pubblico. Certi teatri sono cosi belli che sono delle vere proprie opere d’arti dell’architettura.


Una altra cosa è successo in Russia, è l’attenzione agli arredi urbani. Anche se il paese ha ancora strade assolutamente spaventose, le città portano un attenzione particolare a come si sta in città. Certo non siamo ancora all’altezza dei standard europei ma quello che è fatto è significativo.

La sorpresa è che in Russia c’è una politica importante, e questo a tutti i livelli, su questo tema e una delle operazioni molto visibile è che stanno fiorendo le statue in bronzo, non più dedicate a personalità o potenti di turno, ma statue d’artisti, potremmo dire statue laiche. Queste statue sono spesso belle e anche divertente, alcune non mancano d’umorismo. Un certo numero di queste statue sono dedicate ai piccoli mestieri e anche ai burattinai.

Non si sa se questo edificare statue è una moda, un modo per dare del lavoro ai scultori o una politica a lungo termine? Sta di fatto che le statue invadono il paese, ma ciò non succede solo li, perchè le statue ome arredo, si vedono anche in diversi paesi detti ex-socialisti come la Polonia, la Bielorussia e l’Ucraina.

Sta di fatto che è un piacere passeggiare e cercare queste statue che a modo loro parlano della cultura e della gente del paese. Per i nostalgici, malgrado le numerose distruzioni di statue di regime, qualche Lenin si trovano ancora… 



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