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  Marionnettes [ Il Blog di Albert Bagno, dei suoi burattini e delle sue ricerche ]
         

"Marionnettes" per il notiziario andare a www.nautilaus/marionnettes.com Si vous voulez lire "Marionnettes" allez à l'adresse indiquée. o - o - o A partir du 1.11.2010 ce blog présente seulement les activités d'ALBERT BAGNO - MEMBRE UNIMA


26 luglio 2010

IL TEATRO DI FIGURA POLACCO IN COSTRUZIONE

Il teatro di figura polacco dall’ieri all’oggi

 

La Polonia è uno dei paesi dell’Europa che ha una lunga storia d’amore con i burattini e le marionette e questo sia dentro e fuori del teatro. Le tradizioni del teatro di figura di questo paese sono numerose e assai originali.

La tradizione della szopka ossia del presepe animato con pupazzetti è una di quelle espressioni cosi popolare da diventare religiosa e profana allo stesso tempo ed essere uno degli strumenti preferiti degli satirici. Durante la seconda guerra mondiale i burattinai hanno continuato la loro attività, molti artisti sono morti nei campi di sterminio.

Durante tutto il periodo controllato dai sovietici i teatri di marionette si moltiplicano in modo esponenziale. Ogni città di più di 5000 abitanti ha il suo teatro stabile. Se all'inizio questi teatri di stato erano fatto per dare del lavoro a molti, progressivamente sono diventati luoghi di cultura e di produzioni di qualità. Come non cittare le meravigliose sperimentazioni del teatro di Opole presentate nel 1976 a Charleville Mézières in Francia, o meglia ancora "la classe morte" di Kantor!

 

Dalla fine degli anni 70 alla caduta del regime comunista un gran numero di artisti, pur essendo controllati ed autocontrollati, hanno espresso idee molto originali attraverso il teatro di figura. Una delle testimonianze più interessanti è stata quella espressa attraverso la grafica pubblicitaria delle compagnie e degli spettacoli.

 

Da quando è cambiato il regime, progressivamente sono nate compagnie private e compagnie più piccole collegate alle grande compagnie. Se nell’insieme il marchio del precedente regime si sente ancora, alcune compagnie hanno già intrapreso la via della ricerca e del rinnovamento creativo.

Il numero di aspiranti burattinai è cosi elevato che le scuole di formazione professionale, come quella di Bialistok, sono costrette ad avere concorsi d’entrata. Da molto tempo fare il burattinaio non è più uno spazio di ripiego per attori in difficoltà e un buono burattinaio si deve di essere un buon attore.

Oggi assistiamo ad un fenomeno molto interessante, lo stato sta cercando progressivamente di disimpegnarsi dalle grande compagnie e passa la loro gestione alle città. Nella maggiore parte dei casi ciò non ha voluto dire chiusura, ma a dimostrazione del ruolo fondamentale delle compagnie sul proprio territorio, ma restaurazione di sedi e creazione di molte nuove sedi, vedere creazione di compagnie e di sedi. Il BTL di Bialistok ha goduto di una progressiva modificazione, trasformando il vecchio teatro in una cittadella del teatro di marionette.

 

In questi ultimi anni città come Szczecin, Opole, Torun si sono lanciate nella realizzazione di teatri ultra moderni, eleganti e funzionali. Tutti sono realizzati da architetti che hanno già una conoscenza di cosa vuole dire costruire per il teatro e per masse di pubblici che possono essere comparabile a vere e proprie orde. Il teatro Pleciuga di Szczecin si è visto dotare di un novissimo teatro di 15000m3 ; per non parlare del teatro Baj Pomorski di Torun che dal 2006 ha una sede non solo nuova ma molto originale. Oggi costruire un teatro in Polonia vuole dire si attenzioni alle esigenze degli artisti e delle numerose equipe che collaborano e vivono dentro, ma anche curare l’inserimento nella città di tale impresa. Ciò significa avere cura anche degli arredi urbani e dei luoghi di permanenza dove il potenziale pubblico può ritrovarsi: giardini, caffetteria ecc. Quasi tutti i nuovi edifici accolgono negozi e luoghi espositivi. Nelle vicinanze dei teatri vengono realizzate piazze, fontane e statue che hanno un’affinità con i medesimi luoghi. Particolarmente significativa è la fontana realizzata da Pawel Pawlak nel 2007 e collocata sulla piazza del teatro delle marionette di Wroclaw. L’ultimo nato dei progetti di creazione di un nuovo teatro è quello della città di Opole che vedrà il giorno nei prossimi anni. Come in tanti nuovi teatri le sale e gli spazi sono previsti per essere polivalenti ed estremamente duttili.




23 luglio 2009

INCREDIBILE C'E' UN PARTITO POLITICO PER I BURATTINI O I BURATTINAI!

UN PARTITO PER LE WAYANG

 

Incredibile ma vero! A Singapore esiste un partito politico che prende spunto dichiaratamente dal teatro di figura; si tratta del “Wayang Party” ovvero il partito delle ombre, perché Wayang vuole di ombra. Chi s’intende di burattini e marionette, ed in questo caso di ombre, sa che le wayang sono una forma molto apprezzato di teatro sia  a Singapore che in metà Asia, come ad esempio a Java ed in Indonesia.


Per chi non fosse iper esperto della materia teatralle relativa alle Wayang precisiamo che di Wayang ne esistono almeno cinque tipi, ognuna con una sua specificità ed originalità.

Le Wayang Golek sono le ombre con una forma e sono realizzate in legno e sono simile alle marotte (ovvero: marionette a bastone con manipolazione dal basso verso l’alto): le Wayang Kulit che sono piatte e realizzate in cuoio; Le Wayang Klikit sono realizzate in legno piatto e sono molto simile alle Wayang Kulit; poi c’è un tipo di Wayang Purwa (ombre pure o originali) che sono un altro tipo di ombre piatte; le Wayang Orang che sono dei ballerini mascherati che prendono il posto delle marionette; le “Wayang Wong” sono marionetta umana, con gesti altamente stilizzati e talvolta maschere, a imitazione delle marionette.

All’origine il teatro del Wayang sotto tutte le sue forme serve per rappresentare testi semi seri come i due cicli classici del Mahabharata e del Ramayana, ma come la Commedia dell’Arte una certa parte d’improvvisazione è sempre possibile e gradita.

 

Riprendendo il senso del nostro discorso: il teatro Wayang è molto popolare perché attraverso di esso si esprime i vari caratteri e le varie opinioni della gente. Esagerando un po’, potremmo dire che le Wayang sono all'Asia quello che Pulcinella è all'Europa. Di fatto l'archetipo "Pulcinella" si ritrova  nelle culture balinese, giavanese o singaporiano.


In apparenza il partito politico si presenta come associazione interessata ai problemi della vita della gente, della società ed in fine della politica.  

La marionetta come metafora della vita, non è una novità, ma avere il coraggio di farne un movimento politico. Bello!!

Per più informazioni: http://wayangparty.com/ (in inglese ed in cinese)




13 luglio 2009

ARRIVEDERCI GIORGIO BELLEDI

GIORGIO BELLEDI UN PARMENSE DOC


Con molto ritardo si apprende la scomparsa di un grande amico del teatro di figura.

Il 26 marzo scorso all’età di 76 anni, è morto il regista parmense Giorgio Belledi.

Giorgio era un irruente sognatore, un regista organizzatore teatrale, è stato un personaggio importante nella storia degli spettacoli e in genere della cultura di Parma. Oltre alla specifica attività di regista teatrale, a lui si devono molte iniziative: in particolare il Festival internazionale delle marionette e dei burattini che rese Parma internazionale.

 

Belledi aveva partecipato anche a tante altre iniziative, fin dai tempi (anni '70) del Festival del teatro universitario. Lunga anche la sua collaborazione con il teatro Regio: quasi 30 anni, in particolare nel periodo in cui lavorò al fianco degli assessori Negri e Bioli. Grande culturo del dialetto parmense facceva fatica a non parlarlo e quando lo parlava era tutta la sua terra che prendeva vita.


Giorgio era sempre torrente in piena con un entusiasmo a volte pasticcione ma sempre sincero.

Giorgio faceva si che l’etica e l’utopia crescessero assieme.

Con Giorgio il colto è diventato popolare e viceversa.


Noi che amiamo il teatro di figura dobbiamo moltissimo a Giorgio Belledi che è stato il primo e vero a capire quanto la nostra arte era degna di figurare in alto del manifesto. A noi che eravamo abituati a frequentare festivalini come si va in resistenza partigiana ci ha messo a disposizione niente meno che il teatro Reggio della sua Città, ma anche una serie di strutture e documenti, e ci ha fatto capire che la via da seguire era quella di andare a testa alta. Che fossimo teatro tradizionale o sperimentale avevamo e abbiamo pari dignità con chi vive ed agisce culturalmente per la comunità.


Ecco in tipo che ci mancherà e che mancherà al teatro ed alla cultura e non solo quella di Parma e del Parmense!

 

Articolo redatto apartire delle informazioni contenute sui siti:

http://senesonoandati-parma.blogautore.repubblica.it/2009/03/26/giorgio-belledi/

http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/16507/E_morto_il_regista_Giorgio_Belledi.html



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